Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

martedì 3 ottobre 2017

Velabondismo












Un altro viaggio, in deriva; un altro arcipelago, le Sporadi settentrionali.
E' appena uscita in edicola BOLINA di ottobre 2017, con il racconto del mio velabondaggio estivo. Sula canale Youtube della rivista e sulla sua pagina Facebook potete vedere anche un piccolo trailer.

Oggi non esistono più luoghi remoti, ma si possono ancora fare viaggi remoti. Andando a piedi o in bici, vagabondando; oppure a vela, velabondando. Una vela pura, addirittura ascetica, nel significato originario, laico della parola. Ascesi come esercizio; esercizio esclusivo di vento e di mare; esercizio di pazienza, prudenza e, qualche volta, penitenza. Per un'askesis velica alla scoperta delle origini mediterranee, non c'è niente di meglio del mare Egeo o Arcipelago, come lo chiamavano gli antichi.
Sì, ma dove? Sporadi, “Isole meravigliose!” disse Katimbalis a Patrick Leigh Fermor, gran viaggiatore e narratore inglese, innamorato della Grecia. Al Peloponneso, e ad altre “private invasioni della Grecia”, ha dedicato uno dei suoi libri più belli: “Mani”, pubblicato per la prima volta nel 1958, sintesi di numerosi viaggi fatti “in corriera, di lunghi tratti a cavallo, a dorso di mulo, a piedi, su vapori e caicchi interinsulari, e molto di rado, per un paio di settimane sibaritiche, su uno yacht”.
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L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di ottobre 2017.

domenica 1 ottobre 2017

Pirsig, quando la vela è zen

La vela permette il ritorno all'antica “realtà del buio, del caldo e del freddo”. Con questa frase semplice e diretta Robert M. Pircig riassumeva il senso di una delle sue grandi passioni. Quella per la vela, di certo meno nota, di quelle per la motocicletta, lo Zen e i viaggi, che gli diedero fama internazionale, a partire dalla fine degli anni Settanta del Novecento. Pirsig ci ha lasciato nella primavera scorsa ma a bordo ci rimangono due suoi libri fondamentali: “Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta” un bestseller pubblicato per la prima volta nel 1974 e “ Lila: indagine sulla morale”, uscito nel 1991, dopo un lungo e doloroso silenzio, legato anche alla morte violenta del figlio che lo aveva accompagnato nel primo viaggio. Se già nel titolo il libro d'esordio esplicita il mezzo dell'avventura, nel secondo bisogna almeno leggere la quarta di copertina per capire che si tratta di una lunga riflessione filosofica fatta durante una navigazione in barca a vela.
“Secondo me insieme con la barca noi compriamo lo spazio, il nulla, il vuoto...enormi distese di acque aperte... e distese di tempo senza scadenze... E' una merce che vale un sacco di soldi... difficile da trovare in questi tempi”. Così racconta Fedro, il protagonista del libro, nonché armatore e comandante, ad altri marinai incontrati lungo la rotta che dal Lago Superiore lo porterà all'Oceano Atlantico.
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L'immagine del post è un'omaggio ad Aretè, il Westsail 32 con cui Pisig attraversò l'Oceano Atlantico e con cui navigò per decenni.
L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di settembre 2017

mercoledì 27 settembre 2017

Notizie

Venerdì 29 settembre 2017, ore 21
Rimini, Teatro degli Atti, Via Cairoli, 42

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori

LE PAROLE DEL MARE

Spettacolo teatrale
Il racconto degli effetti devastanti dell’inquinamento da plastica nel mare.
Conferenza spettacolo con performance teatrale a cura di Reparto Prototipi liberamente tratta da “Come è profondo il mare” di Nicolò Carnimeo
A cura di Arianna Morri
Regia e Ideazione Paola Doghieri, con Aldo Saporetti, Simona Matteini, Orietta Villa

A seguire un incontro pubblico dedicato al mare, ai problemi ambientali, ma anche alle tante  opportunità che continua a offrire; con Nicolò Carnimeo, Anna Montini e Fabio Fiori.

domenica 24 settembre 2017

Anemofilia

Cantiere Anemos!
Così chiamerei l'esperienza pittorica e teatrale che Oriana, Paolo e Andrea di Carloforte, sull'isola di San Pietro in Sardegna, hanno realizzato l'estate scorsa, a partire dal mio libro Anemos. Per una sera un piccolo cantiere, dove ancora un maestro d'ascia costruisce e ripara barche in legno tradizionali, è diventato il palcoscenico di una performance per mani e voci. Mentre Oriana dipingeva rose dei venti su vecchie tavole, Paolo e Andrea leggevano brani selezionati da Anemos, un libro che come il vento va libero sulle acque del Mediterraneo. Un mare che, malgrado i drammi di questi anni, è ancora l'orizzonte naturale e culturale comune di milioni di persone. Un mare spazzato da venti indomabili e profumati, ribelli ed evocativi
Kalós ánemos! Buon vento, confratelli carlofortini.

PS
Trovate bellissime immagini e informazioni di questa serata sulla pagina fb di Oriana Bassani e della Libreria "Dai Giournoli"  che ha organizzato l'evento. 

lunedì 28 agosto 2017

Il mare, le barche e le immagini di Gabriele Musante

Nello “specchio del mare”, parafrasando il titolo di un grande libro di Joseph Conrad, ogni marinaio vede la sua immagine, fatta di esperienze e ambizioni, di viaggi e di sogni. C'è chi li porta semplicemente dentro per tutta la vita e con il tempo inevitabilmente si disperdono, come la scia di una nave. Alcuni invece provano a lasciarne traccia, attraverso i racconti, fatti di parole o di immagini. Così fa da trent'anni Gabriele Musante che con grande passione va per mare e usa la china, la matita e l'acquarello. Parte di questo lavoro è stato raccolto ed è esposto fino a domenica 3 settembre 2017 nelle sale espositive del Museo della Marineria di Cesenatico, che fin dalle origini porta avanti parallelamente un doppio, importante, lavoro di documentazione, storica e contemporanea, legata ad autori che il mare lo vivono, lo studiano, lo raccontano oggi nella sua immutata bellezza, nel suo insuperabile fascino. Un Museo che, consapevole della lezione di Fernand Braudel, crede che “il mare, così come si può amarlo e vederlo, sia il più grande documento esistente sulla sua vita passata”.

Gabriele Musante, marinaio innanzitutto, quando si è appassionato al mare e alla vela?
Sin da bambino, da quando andavo in vacanza in Liguria con la famiglia. Prima attraverso la pesca subacquea poi, a 17 anni, ho fatto il primo corso di vela al Centro Velico di Caprera. Fu un’esperienza illuminante, da lì la mia vita stata guidata da due passioni: quella per il mare e la vela e quella per la pittura.
Quali esperienze ritiene siano state fondamentali?
Per la vela sicuramente l'approccio con Caprera e in seguito il periodo trascorso a Cervia negli anni Ottanta, frequentando Ettore “Uccio” Ventimiglia, partigiano e pioniere della vela da diporto italiana, Giuseppe “Peppino” Sartini, maestro d’ascia e titolare dell’omonimo cantiere, e molti altri.
Un mare che racconta per immagini, con quali tecniche?
Da sempre preferisco la matita e la china, a volte l’acquerello.
Quali scuole ha frequentato e quali maestri ha avuto?
Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, scuola di scenografia. Lì il riferimento è stato il professore di storia dell'arte e noto critico Raffaele De Grada.
Più in generale quali sono stati e quali sono i suoi autori di riferimento?
Per il fumetto sicuramente Hugo Pratt che, con le avventure del marinaio Corto Maltese, ha fatto sognare una generazione intera. Ma altrettanto potenti sono state le suggestioni di scrittori che hanno saputo narrare il fascino del viaggio e della scoperta, umana e culturale; innanzitutto Ernest Hemingway e Robert Louis Stevenson.
Molte delle tavole esposte a Cesenatico realizzate negli anni Novanta del Novecento hanno come soggetti barche costruite nei cantieri romagnoli; perché e che rapporti ha avuto con costruttori, armatori e progettisti?
Durante il periodo trascorso a Cervia intorno al Cantiere Sartini gravitavano progettisti come Philippe Harlé e il suo grande allievo Jean-Marie Finot, o personaggi che non hanno bisogno di presentazioni come Cino Ricci o meno noti in Italia, ma molto conosciuti in Francia, come Laurent Cordelle. Tutti trasmettevano la grande passione per quel mondo, in un momento di particolare fermento non solo tecnico ma ideologico, si pensava infatti che la vela potesse diventare alla portata di chiunque la amasse.
Altri quadri esposti sono invece il frutto di collaborazioni editoriali, con riviste ed editori; che rapporto c'è tra committenza e ispirazione?

La maggior parte vengono dalla collaborazione con Bolina, un mensile di culto per i velisti fondato nel 1985 da Giorgio Casti, a cui io inviavo disegni e chine che raffiguravano soggetti scelti da me liberamente e poi il direttore li abbinava a sua discrezione con articoli calzanti. Credo che questa sia stata la collaborazione che mi lasciò la maggior libertà espressiva. Ci furono altri rapporti professionali con testate di Mondadori e Rizzoli dove a volte potei esprimermi sul mare.
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L'intervista completa la trovare oggi, lunedì 28 giugno 2017, sul Corriere Romagna.